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Normativa droni 2026 in Italia: patentino e regole ENAC

In Europa i droni, FPV inclusi, sono regolati dalle norme EASA (Regolamento UE 2019/947 e atti collegati), uguali in tutta l’Unione. In Italia l’autorità è ENAC e il portale operativo per registrazione, QR code e mappe è d-flight. Qui trovi cosa serve, in pratica, per volare in regola con un drone FPV.

I voli si dividono in tre categorie in base al rischio. Per l’hobby FPV interessa quasi sempre la categoria Open (basso rischio), che a sua volta ha tre sottocategorie:

  • A1: si può volare vicino alle persone (mai su assembramenti). Per droni molto leggeri (sotto i 250 g) o di classe C0/C1.
  • A2: volo “vicino” alle persone mantenendo distanze di sicurezza. Richiede un esame aggiuntivo (patentino A2).
  • A3: volo “lontano” da persone ed edifici (aree non popolate, a distanza da zone residenziali/industriali). È la categoria tipica del freestyle/racing 5”.

I droni FPV freestyle/racing autocostruiti di solito non hanno una classe C ufficiale: rientrano quindi nelle regole per droni “senza marcatura di classe”, che in pratica spingono verso la A3 (lontano dalle persone).

Dal 2024 la categoria Open usa in modo centrale la marcatura di classe del drone: C0, C1, C2, C3 o C4. La classe è una marcatura CE specifica per UAS e non va confusa con il normale logo CE presente su componenti elettronici.

Tipo di droneScenario tipico in Open
C0 sotto 250 gA1, con requisiti più leggeri
C1A1, ma con registrazione operatore e attestato richiesti
C2A2 oppure A3, in base a distanze e attestato
C3/C4A3
Privately built sotto 250 gA1, se rispetta i limiti applicabili
Privately built sopra 250 gA3

Molti droni FPV 5” non hanno marcatura C: se sono davvero autocostruiti per uso personale ricadono nelle regole dei privately built UAS. Se invece compri un drone pronto al volo o un kit venduto come prodotto completo, non trattarlo automaticamente come autocostruito: controlla documentazione, marcatura e manuale del produttore.

  1. Registrati come operatore sul portale d-flight. Ottieni un codice operatore (UAS operator) che va applicato sul drone (anche tramite QR code). La registrazione serve per i droni con camera o sopra i 250 g (quindi praticamente tutti i droni FPV).

  2. Consegui l’attestato di pilota per la categoria Open. Per A1/A3 si fa un corso e un test online; per la A2 serve un esame aggiuntivo. Conserva l’attestato: va esibito in caso di controllo.

  3. Stipula un’assicurazione RC per responsabilità civile verso terzi: in Italia è obbligatoria per volare.

  4. Applica il codice operatore e, se previsto, il numero di serie/QR sul drone prima di volare.

  5. Controlla la mappa d-flight prima di ogni volo. Le zone geografiche UAS possono vietare il volo o imporre limiti più bassi di quota, autorizzazioni o condizioni specifiche.

  • Quota massima 120 m dal punto più vicino della superficie terrestre, salvo limiti più restrittivi pubblicati nelle zone geografiche UAS.
  • Volo a vista (VLOS): il drone deve restare costantemente visibile.
  • Lontano da persone non coinvolte, edifici e infrastrutture (dipende dalla sottocategoria).
  • Niente assembramenti di persone, mai.
  • Rispetta gli spazi aerei: vicino ad aeroporti, zone vietate o aree sensibili spesso non si può volare. Controlla la mappa d-flight prima di ogni volo.
  • Rispetta la privacy: attenzione a riprendere persone e proprietà private.

L’obbligo specifico per l’FPV: l’osservatore

Sezione intitolata “L’obbligo specifico per l’FPV: l’osservatore”

Qui sta il punto che riguarda da vicino chi vola con gli occhiali FPV. In Open il pilota deve mantenere il drone in VLOS: deve poterlo vedere a occhio nudo, capirne posizione e assetto, e monitorare lo spazio intorno.

Se il pilota indossa gli occhiali, non sta guardando direttamente il drone. La soluzione prevista è l’osservatore UAS: una persona accanto al pilota che mantiene il contatto visivo diretto con il drone, controlla lo spazio circostante e comunica subito eventuali rischi.

L’osservatore non è un copilota e non deve guardare un secondo monitor: deve guardare il drone e l’ambiente a occhio nudo. Pilota e osservatore devono restare abbastanza vicini da comunicare in modo immediato e affidabile.

I droni sotto i 250 grammi hanno requisiti più leggeri e rientrano più facilmente in A1, ma non sono “senza regole”.

In pratica:

  • se hanno una camera, devi registrarti come operatore e applicare il codice;
  • devi rispettare VLOS, quota, zone d-flight, privacy e divieto di sorvolo degli assembramenti;
  • se voli in FPV con occhiali, resta il problema VLOS: serve l’osservatore;
  • l’assicurazione RC resta obbligatoria in Italia.

È uno dei motivi per cui i sub-250 g sono ottimi per iniziare, ma non eliminano gli adempimenti principali.

La normativa droni e la normativa radio sono due piani diversi. Anche se il volo è corretto dal punto di vista ENAC/EASA, la VTX deve usare frequenze e potenze ammesse.

Per l’uso FPV a 5.8 GHz senza patente radioamatoriale, l’indicazione prudente è: 5725-5875 MHz, massimo 25 mW e.i.r.p., apparato conforme CE. Potenze come 200, 400, 800 mW o 1 W non vanno considerate libere solo perché selezionabili dalla VTX.

Per approfondire: VTX per droni FPV.

Oltre la categoria Open: la Specific e gli scenari standard

Sezione intitolata “Oltre la categoria Open: la Specific e gli scenari standard”

Tutto quello visto finora vale per la categoria Open, che copre la grande maggioranza dei voli hobbistici, FPV inclusi. Quando l’operazione esce dai limiti della Open (più vicino alle persone di quanto consentito, oltre i 120 m, oppure BVLOS fuori dalla portata visiva) si entra nella categoria Specific, dove servono una valutazione del rischio e un’autorizzazione o una dichiarazione a ENAC.

Per le operazioni più ricorrenti la Specific usa gli scenari standard (STS), e qui c’è la novità concreta del 2026:

  • Gli scenari standard nazionali italiani (IT-STS-01 e IT-STS-02) sono stati validi fino al 31 dicembre 2025; le nuove dichiarazioni si potevano presentare entro il 30 giugno 2024.
  • Dal 1° gennaio 2026 valgono solo gli scenari standard europei (EU-STS), uguali in tutta l’Unione: STS-01 (VLOS in area controllata, drone di classe C5) e STS-02 (BVLOS con osservatori, drone di classe C6).
  • Per operare in EU-STS servono un drone con marcatura C5/C6, gli attestati Open A1-A3 e/o A2, l’attestato EU-STS corrispondente e il relativo addestramento pratico.
CosaDove / come
Registrazione operatorePortale d-flight (codice + QR sul drone)
Attestato pilotaCorso/test online (A1/A3); esame extra per A2
Assicurazione RCObbligatoria
Quota e distanzeMax 120 m salvo limiti locali, VLOS, lontano da persone
FPV con occhialiServe un osservatore a vista
Aree di voloVerifica la mappa d-flight
VTX 5.8 GHz5725-5875 MHz, 25 mW e.i.r.p. senza patente radioamatoriale

Sì. Per la categoria Open serve l’attestato di pilota A1/A3, che si ottiene con un corso e un test online; per la sottocategoria A2 è previsto un esame aggiuntivo. Vale sia per i droni tradizionali sia per quelli FPV.

Serve il patentino per i droni sotto i 250 grammi?

Sezione intitolata “Serve il patentino per i droni sotto i 250 grammi?”

Se il drone ha una camera devi comunque registrarti come operatore su d-flight e applicare il codice. L’attestato A1/A3 è consigliato e in molti casi richiesto: i sub-250 g hanno requisiti più leggeri, non zero regole.

Sì. In Italia l’assicurazione di responsabilità civile verso terzi è obbligatoria per volare, che il drone sia FPV o tradizionale.

No. Con gli occhiali FPV non rispetti il requisito di volo a vista (VLOS): serve un osservatore accanto al pilota che mantenga il drone in vista diretta, a occhio nudo.

Che differenza c’è tra un drone normale e un drone FPV davanti alla legge?

Sezione intitolata “Che differenza c’è tra un drone normale e un drone FPV davanti alla legge?”

Le regole ENAC ed EASA sono le stesse: registrazione, attestato, assicurazione, quota massima e zone di volo. Per l’FPV si aggiungono l’obbligo dell’osservatore e l’attenzione a frequenze e potenza della VTX.

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