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Normativa droni FPV in Italia: la guida completa

In Europa i droni, FPV inclusi, sono regolati dalle norme EASA (Regolamento UE 2019/947), uguali in tutta l’Unione. In Italia l’autorità è ENAC e il portale operativo è d-flight. Qui trovi cosa serve, in pratica, per volare in regola.

I voli si dividono in tre categorie in base al rischio. Per l’hobby FPV interessa quasi sempre la categoria Open (basso rischio), che a sua volta ha tre sottocategorie:

  • A1: si può volare vicino alle persone (mai su assembramenti). Per droni molto leggeri (sotto i 250 g) o di classe C0/C1.
  • A2: volo “vicino” alle persone mantenendo distanze di sicurezza. Richiede un esame aggiuntivo (patentino A2).
  • A3: volo “lontano” da persone ed edifici (aree non popolate, a distanza da zone residenziali/industriali). È la categoria tipica del freestyle/racing 5”.

I droni FPV freestyle/racing autocostruiti di solito non hanno una classe C ufficiale: rientrano quindi nelle regole per droni “senza marcatura di classe”, che in pratica spingono verso la A3 (lontano dalle persone).

  1. Registrati come operatore sul portale d-flight. Ottieni un codice operatore (UAS operator) che va applicato sul drone (anche tramite QR code). La registrazione serve per i droni con camera o sopra i 250 g (quindi praticamente tutti i droni FPV).

  2. Consegui l’attestato di pilota per la categoria Open. Per A1/A3 si fa un corso e un test online (gratuito o a basso costo); per la A2 serve un esame aggiuntivo. Conserva l’attestato: va esibito in caso di controllo.

  3. Stipula un’assicurazione RC per responsabilità civile verso terzi: in Italia è obbligatoria per volare.

  4. Applica il codice operatore e, se previsto, il numero di serie/QR sul drone prima di volare.

  • Quota massima 120 m dal suolo.
  • Volo a vista (VLOS): il drone deve restare costantemente visibile.
  • Lontano da persone non coinvolte, edifici e infrastrutture (dipende dalla sottocategoria).
  • Niente assembramenti di persone, mai.
  • Rispetta gli spazi aerei: vicino ad aeroporti, zone vietate o aree sensibili spesso non si può volare. Controlla la mappa d-flight prima di ogni volo.
  • Rispetta la privacy: attenzione a riprendere persone e proprietà private.

L’obbligo specifico per l’FPV: l’osservatore

Sezione intitolata “L’obbligo specifico per l’FPV: l’osservatore”

Qui sta il punto che riguarda da vicino chi vola in FPV. Volare con gli occhiali significa non vedere direttamente il drone nel cielo, mentre la norma richiede il volo a vista (VLOS). La soluzione prevista dall’EASA è l’osservatore (spotter): una persona accanto a te che guarda il drone a occhio nudo e ti avvisa, mantenendo di fatto il volo a vista.

I droni sotto i 250 grammi (come il DJI Neo, o molti micro/cinewhoop) hanno requisiti più leggeri: rientrano più facilmente in A1, possono volare in contesti dove un 5” non potrebbe, e alcuni adempimenti sono semplificati. Restano comunque validi gli obblighi di registrazione operatore (se c’è una camera) e il rispetto delle regole di volo e della privacy. È uno dei motivi per cui i sub-250 g sono ottimi per iniziare.

CosaDove / come
Registrazione operatorePortale d-flight (codice + QR sul drone)
Attestato pilotaCorso/test online (A1/A3); esame extra per A2
Assicurazione RCObbligatoria
Quota e distanzeMax 120 m, VLOS, lontano da persone
FPV con occhialiServe un osservatore a vista
Aree di voloVerifica la mappa d-flight

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